17 gennaio 2021

Avviso importante – la parrocchia di Segusino ha un nuovo numero di telefono.

Il nuovo numero è: 0423-572108.

Domenica 03 gennaio 2021, alle ore 10.00, sui canali di ValdoTv

sarà trasmessa la Santa Messa in diretta da Segusino (TV),

celebrata da don Gabriele Benvegnù.

 

II Domenica del Tempo Ordinario 

Cattura 17 01 2021


Gli auguri di Natale del vescovo Claudio

Natale 2020

Qualche giorno fa, prima del coprifuoco, sono andato a camminare nelle vie e nelle piazze di Padova. Tutto era fermo, la città era vuota, le attività chiuse.

Il buio silenzioso di queste sere rappresenta alcuni degli stati d’animo che ci abitano in questo tempo di pandemia.

In questo tempo di Covid, nel cuore di tanti anziani, di tante persone che hanno forti preoccupazioni per il lavoro, per la salute e che sono in difficoltà, c’è buio.

Le luci che abbelliscono “magicamente” i palazzi del centro storico a Padova, come in tante altre città d’Italia, cercano di rimediare un pochino a questo buio e a queste preoccupazioni, offrendoci immagini di bellezza e sensazioni di “normalità”. Ma non basta.

È un’altra la luce che stiamo cercando e che questo Natale ci porta, una luce più profonda, quella che illumina il senso della nostra vita, che ci riscalda anche nelle nostre sofferenze. Stiamo cercando una luce che ci sia di consolazione sicura e che ci dia speranza.

Ecco che quest’anno il Natale, al di là di quello che ci sarà concesso per le celebrazioni, sarà un Natale ancora più vero, ancora più importante, perché noi attendiamo questa luce che illumina veramente il nostro cuore, illumina la nostra mente, dà speranza e senso alla nostra vita.

Il Signore Gesù appare come luce, luce nelle tenebre. Attendiamo e accogliamo la sua venuta. Ascoltiamo la sua parola.

Vorrei augurare a tutti voi che il Signore porti, con questa celebrazione del Natale, innanzitutto una forza d’animo capace di reggere anche nelle difficoltà, una forza d’animo che nasca dalla nostra fede in lui e che ci permetta di combattere, di resistere, di mantenere la nostra strada, le nostre certezze. Una forza che ci permetta di scoprire che ci sono sempre nuovi “altri” con i quali stringere relazioni di solidarietà.

Inoltre vorrei chiedere al Signore, in questo Natale, che ci porti serenità in mezzo a tante difficoltà; la serenità è il dono per chi si sa nelle mani del Signore comunque, anche nei momenti difficili, anche nel momento della morte. Anche lo sguardo sereno e il sorriso sono un dono per le persone che sono in angoscia.

Infine vorrei che il Signore ci aiutasse a percepire che la nostra vita non può fermarsi nell’orizzonte limitato di questo tempo.

Noi abbiamo una speranza più grande, noi speriamo in quelle strade che il Signore ci ha aperto, in quella luce che il Signore ci ha offerto per illuminare il nostro cammino.

A tutti auguro “buon Natale” all’insegna di questo dono che accogliamo e che ci porta forza interiore, serenità nell’animo e una speranza che sa guardare lontano, che sa guardare oltre le difficoltà, la sofferenza, le fatiche che stiamo vivendo.

Buon Natale a tutti, il Signore vi porti la sua luce!

+ Claudio Cipolla, vescovo







Coronavirus: comportamenti responsabili e discernimento concreto e puntuale

aggiornamento di giovedì 5 novembre 2020

La situazione sanitaria sta evolvendosi, ma sono ancora possibili le celebrazioni, l’esercizio del culto e le proposte formative.

Innanzitutto, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 novembre scorso precisa meglio i DPCM precedenti: «L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico» (Articolo 1.9.p/q).

Per le celebrazioni, come ormai capita da tempo, continuiamo quindi ad attenerci alle indicazioni del decreto vescovile del 19 maggio (Prot. SV 279/2020), con le deroghe del CTS arrivate nel corso dell’estate (in merito ai guanti, agli sposi, ai sacramenti, ai cori, ai congiunti e alla capienza delle chiese). Ci sia il massimo rigore nel rispettare le ormai note indicazioni liturgiche (riportate nella Nota del 20 ottobre scorso, Prot. 1760/2020), a favore del bene della salute di cui siamo responsabili.

In secondo luogo i comportamenti e le scelte di questo momento domandano un discernimento concreto e puntuale che non può essere uguale per tutti. Per quanto riguarda, ad esempio, la celebrazione dei sacramenti, occorre che i parroci, gli operatori pastorali e gli organismi pianifichino responsabilmente le loro proposte in base alle situazioni specifiche (esigenze legittime, spazi, numeri, circostanze, situazione sanitaria locale). Qualora si ritenga opportuno procedere con le celebrazioni, lo si faccia con le dovute attenzioni previste dalla normativa; qualora si ritenga opportuno sospenderle, la decisione sia condivisa con tutti gli interessati. Si possono anche celebrare i sacramenti con le famiglie favorevoli a farlo, prevedendo una data futura per quelle che invece sono più a disagio e portano validi motivi. In ogni caso e per quanto possibile, le decisioni non siano tassative e lascino spazio alla decisione personale. A margine di questi discorsi, ricordo che il DPCM annota: «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose» (Articolo 1.9.n).

Per quanto riguarda gli appuntamenti della catechesi, si osservino criteri analoghi a quelli proposti sopra e si tenga in considerazione l’allegato 8 al nuovo DCPM come migliore riferimento per le attività di Iniziazione cristiana e formazione in presenza. Riguardo, invece, alla formazione degli adulti e di altri gruppi, ricordiamo la possibilità degli strumenti social, così come l’eventuale articolazione di questi con gli incontri in presenza. Per gli appuntamenti serali, si ricordi che «Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute» (Articolo 1.3).

Le comunità cristiane siamo chiamate a porre gesti positivi e responsabili allo stesso tempo, ben immaginando che la convivenza con la pandemia non si risolverà a breve. Affidiamo questo tempo, il nostro cammino e le decisioni da prendere all’intercessione di Tutti i Santi della Chiesa di Padova che oggi la liturgia ci invita a celebrare.

 

Comunicazione del vicario generale ai parroci, giovedì 5 novembre 2020



 

Emergenza Covid 19: aggiornamento per solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei defunti

aggiornamento al 27 ottobre 2020

In merito alle prossime Solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti, le celebrazioni nei cimiteri sono ammesse solo nel rispetto delle regole di distanziamento e delle norme igienico-sanitarie. Tenendo conto che le aree cimiteriali sono di competenza comunale e in considerazione del rischio di assembramenti i parroci sono invitati a prendere contatto con i Sindaci al fine di valutare l’opportunità di organizzare o sospendere le celebrazioni in cimitero.

Sono comunque proibite le processioni, mentre un eventuale movimento all’interno del cimitero per la benedizione delle tombe è riservato ai soli ministri.

Il Vescovo Claudio celebrerà l’Eucarestia il 2 novembre nel Cimitero maggiore di Padova, alle ore 15, ricordando in particolare i morti dovuti alla pandemia tutt’ora in atto e invita le parrocchie a fare altrettanto nel corso della giornata dedicata ai defunti: in questa occasione particolare ci è data la possibilità di annunciare la fede nella Pasqua del Signore Gesù.


 

Indicazioni diocesane a seguito del DPCM del 18 ottobre 2020

aggiornamento del 20 ottobre 2020

Con il presente testo vogliamo riprendere sinteticamente alcune indicazioni che via via sono state fornite nel corso degli ultimi mesi, tenendo anche conto di quanto richiesto dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 13 e 18 ottobre scorso, nella consapevolezza che la fatica e l’imprevedibilità di questi giorni rendono ogni affermazione provvisoria.

In tutti i luoghi parrocchiali si eviti ogni assembramento di persone e si rispettino sempre le norme sanitarie di cui deve essere data informazione mediante appositi cartelli.

In particolare:

a) tutti coloro che vi accedono mantengano sempre la distanza interpersonale di 1 metro; indossino la mascherina; igienizzino le mani all’ingresso.

b) Non è consentito l’accesso ai luoghi in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C; non è consentito l’accesso a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Ciascun partecipante è in generale responsabile del rispetto di dette condizioni.

c) Gli ambienti utilizzati devono essere igienizzati adeguatamente in base all’uso effettivo e si provveda ad una adeguata areazione degli stessi.

1. Le chiese rimangono aperte e vengono celebrate le messe con il concorso di popolo, secondo le indicazioni del Protocollo del Governo del 7 maggio u.s. per la ripresa delle celebrazioni con il popolo, i successivi aggiornamenti estivi e i decreti vescovili.

2. Le cappelle invernali siano usate solo nel rispetto delle misure che consentano il distanziamento e la proporzione tra superficie e numero di persone.

3. Si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria anche durante la stagione invernale, specialmente prima e dopo le celebrazioni. Per gli impianti di riscaldamento è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. Se ciò non fosse possibile è comunque consentito metterli in funzione.[1]

4. La stessa capienza massima delle chiese calcolata per le messe festive e feriali, secondo quanto previsto dai Protocolli, è utilizzabile anche per funerali, matrimoni, cresime, sacramenti della Iniziazione cristiana e ogni altra celebrazione, con l’adozione delle medesime misure.

5. La Liturgia delle Ore, le adorazioni eucaristiche, i rosari si celebrino solo negli stessi spazi e con l’adozione delle stesse misure previste dalle indicazioni per le messe.

6. Circa la celebrazione eucaristica, si osservino le indicazioni dei testi di riferimento già menzionati.

In particolare:

a) I celebranti, alla venerazione del Vangelo, evitino di toccare con le labbra il Libro; tengano sempre coperti il pane e il vino sull’altare; distribuiscano la Comunione soltanto nelle mani dei fedeli, dopo essersi igienizzati le proprie; purifichino adeguatamente i vasi e i calici al termine della celebrazione.

b) Non si organizzi nessuna processione offertoriale con i doni.

c) Si continua a omettere il segno dello scambio di pace.

d) La fila per ricevere la Comunione sia formata mantenendo la distanza sanitaria e con percorsi prestabiliti a senso unico.

e) Riguardo al divieto di lasciare sui banchi e sulle sedie fogli, sussidi per i canti o testi di altro tipo, qualora lo si ritenesse opportuno per favorire la partecipazione dei fedeli, si può preparare un foglio con il testo dei canti e alcuni avvisi a condizione che ciascuno poi lo porti a casa, senza lasciarlo in chiesa.

f) Le acquasantiere continuano a rimanere vuote.

g) I cori possono essere reintrodotti se viene garantita una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e gli altri soggetti presenti.

h) Durante lo svolgimento delle celebrazioni non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, ma che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.

 

7. Circa la celebrazione di alcuni sacramenti, si osservino le indicazioni già ricevute in merito.

In particolare:

a) Per le unzioni di Battesimi, Cresima di adulti e Unzione degli infermi con persona singola è sufficiente che il celebrante si igienizzi le mani (per compiere l’unzione e imporre la mano sul capo). Per le Cresime di più persone (precedente ordinamento e completamento della IC) si usi un batuffolo di cotone (tenuto con pollice e indice, mentre la mano si impone sul capo). Nel Rito battesimale dell’effatà si eviti di toccare gli orecchi e la bocca. In ogni caso, si abbia l’avvertenza di mantenere una opportuna distanza dalle persone interessate e di indossare la mascherina.

b) Nei matrimoni gli sposi non sono tenuti a indossare la mascherina con l’accortezza che colui che raccoglie il consenso (sacerdote o diacono) utilizzi, invece, la mascherina e mantenga una distanza dagli sposi di almeno 1 metro.

c) Il sacramento della Penitenza sia celebrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.

d) Le feste conseguenti alle cerimonie religiose – che solitamente si tengono in ristoranti o sale ricevimento – sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

 

8. È consentita la visita ai malati dei ministri della Comunione adottando le seguenti misure:

a) ciascun Ministro, dotato di mascherina, potrà visitare periodicamente un gruppo ridotto di malati e sempre gli stessi.

b) La stanza dovrà essere arieggiata prima e dopo la visita e vi sarà presente un numero ridotto di persone.

c) La Comunione verrà data, per quanto possibile, sulla mano.

d) Prima e dopo aver comunicato il malato, il Ministro si pulirà accuratamente le mani.

9. Rimane sospesa la visita regolare alle famiglie: si proceda soltanto per quelle famiglie che ne fanno esplicita richiesta.

10. Si raccomanda fortemente di svolgere le riunioni (organismi, équipe, presidenze, comitati di gestione, genitori della IC) in modalità a distanza, In ogni caso, qualora si facessero in presenza[2], si prediligano gli ambienti più grandi (chiesa compresa) e si rispettino tutte le norme già note (distanziamento, igiene delle mani, mascherina, ecc.).

11. Sono vietate le processioni.

12. Sono vietate le sagre parrocchiali.

13. Sono vietati buffet, rinfreschi, momenti conviviali in piedi e feste di qualsiasi genere negli ambienti parrocchiali.

14. I pranzi in parrocchia sono fortemente sconsigliati. In ogni caso siano effettuati solo se somministrati da soggetti professionali, che garantiscano il rispetto rigoroso di tutti i protocolli.

15. Le attività catechistiche e formative (compresi i doposcuola) per ragazzi e adolescenti sono possibili, rispettando le indicazioni contenute nelle Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti, a cura del Dipartimento per le politiche per la famiglia[3]. Si sottolinea come attualmente le indicazioni governative tendano a favorire in ogni modo la possibilità di svolgere le attività formative anche informali e ludiche per i ragazzi e gli adolescenti, cercando di bilanciare il valore della socialità e quello della salute. Si ritiene, inoltre, che le attività parrocchiali per i minori rientrino tra le attività che le norme consentono. A questo proposito, si allega il documento, che contiene tutte le indicazioni da adottare per svolgere in sicurezza le suddette attività. Il medesimo documento regola anche la possibilità di accesso dei minori agli spazi di gioco interni ed esterni, qualora si ritenesse di volerli aprire.

16. Le attività dei bar e circoli parrocchiali sono vincolate alle norme valide per la ristorazione indicate nei DCPM del 13 e 18 ottobre: dopo le 18 non è consentito il servizio in piedi, ma solo al tavolo, con un massimo di 6 persone per tavolo. In ogni caso si faccia riferimento anche alle indicazioni delle rispettive associazioni (NOI, Acli, ecc.) e alle Linee guida per la riprese delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

17. Le attività degli sport di contatto (calcio, calcetto, pallacanestro, pallavolo, ecc.) sono vietate, anche quelle non organizzate, sia al chiuso che all’aperto. È possibile solo l’attività individuale (lo stesso per la danza e la ginnastica). In ogni caso si faccia riferimento alle indicazioni del Ministero dello Sport e delle organizzazioni sportive.

18. In merito alle prossime festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei fedeli defunti le celebrazioni sono ammesse nei cimiteri solo se sussistano le condizioni di sicurezza sanitaria fin qui delineate.


[1] Relativamente agli impianti di riscaldamento non vi sono disposizioni puntuali per quanto riguarda le chiese: il documento cui fare riferimento è quello emanato dall’Istituto Superiore di Sanità a Maggio 2020.  Il documento indica in modo molto chiaro che la circolazione dell’aria in ambienti chiusi può facilitare la veicolazione dei virus e ciò dipende molto dalla velocità di emissione dell’aria e dal sistema di ricircolo. Purtroppo, la maggior parte delle nostre chiese utilizza un sistema di riscaldamento ad aria (immissione diretta in navata a velocità particolarmente elevate) con un sistema di ricircolo dell’aria mediante bocche di aspirazione poste all’interno della chiesa. Considerando che negli impianti delle chiese risulta nella maggior parte dei casi difficile se non impossibile ridurre la velocità di emissione dell’aria e probabilmente, per dimensioni ed altezze, difficilmente vengono igienizzate e sanificate le componenti tecniche (bocche di emissione, eventuali filtri, canali di condotta, ecc.) un atteggiamento prudenziale farebbe propendere per il non utilizzo di tali impianti o per un utilizzo dopo verifiche puntuali sulla velocità dell’aria in emissione, sulla possibilità di evitare il ricircolo, sulla situazione dei filtri, ecc. e su una programmata attività di sanificazione/igienizzazione delle componenti tecniche sicuramente costose.

[2] Il DCPM del 18 ottobre non vieta tassativamente le riunioni in presenza, ma «raccomanda fortemente» di svolgerle a distanza.

[3] Il documento è allegato al DCPM del 18 ottobre e anche al presente testo.

 

Fase 3. Gli aggiornamenti delle disposizioni diocesane

Operative dal 15 giugno (salvo diversa indicazione)

A seguito della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DCPM) dell’11 giugno 2020 e dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto (OPGR) n° 59 del 13 giugno 2020, si danno alcuni

Aggiornamenti al Decreto del Vescovo (prot. SV 279/2020) del 19 maggio 2020.

  1. Al momento restano in vigore tutte le prescrizioni riguardanti le celebrazioni eucaristiche[1]. La CEI ha informato il Vescovo che è in atto una interlocuzione con il Ministero degli Interni per apportare alcune modifiche a dette prescrizioni (uso dei guanti, numero massimo di 200 per le chiese di maggiore capienza, mascherine nei matrimoni). Fino a nuove indicazioni è necessario attenersi alle norme in vigore, anche per non incorrere in problemi di responsabilità qualora si verificassero casi di contagio nelle chiese.
  2. È possibile visitare gli ammalati e portare loro la Comunione osservando le misure di protezione e sempre rispettando le situazioni specifiche. Potrebbe essere cosa opportuna informare comunque preventivamente i famigliari o chi assiste gli anziani stessi.
  3. È possibile svolgere nelle chiese parrocchiali altre celebrazioni, quali il rosario, l’adorazione comunitaria, ecc., nel rigoroso rispetto delle norme valide per le celebrazioni eucaristiche[2].
  4. Per lo svolgimento delle processioni è necessario concordare le modalità con le autorità civili (Sindaco) e fare riferimento alla nota del Ministero degli Interni allegata.
  5. Per quanto riguarda i bar gestiti dai circoli (NOI e ACLI) ci si attenga costantemente alle informazioni delle medesime associazioni di riferimento, le quali stanno dando indicazioni per la graduale riapertura (anche in concomitanza delle messe domenicali)
  6. È consentito il gioco libero dei minori nelle aree giochi sia negli ambienti interni sia negli spazi aperti dei centri parrocchiali, nel rispetto delle linee guida regionali[3] e delle linee guida governative[4]. I minori debbono comunque essere sotto la sorveglianza di adulti, i quali, nel caso non si tratti di attività organizzate dalla parrocchia, sono responsabili della vigilanza. In tal caso alla parrocchia spetta unicamente di affiggere negli ambienti tutte le informazioni sulle norme sanitarie da rispettare e di provvedere alla igienizzazione degli ambienti e delle superfici più toccate.
  7. È possibile organizzare campiscuola residenziali, nel rispetto delle linee guida regionali[5].
  8. Dal 15 giugno è possibile tenere riunioni aperte al pubblico, nel rispetto delle norme diocesane[6] e delle normative nazionali e regionali[7].
  9. Dal 15 giugno è possibile aprire i cinema parrocchiali e le attività di teatro nel rispetto delle normative nazionali e delle linee guida regionali[8].
  10. Dal 19 giugno è possibile organizzare sagre e feste, nel rispetto delle linee guida regionali[9].

Per tutto il resto rimangono valide le disposizioni del Decreto del Vescovo del 19 maggio 2020.

mons. Giuliano Zatti,

vicario generale

 

Ripresa delle messe con il popolo: il decreto del vescovo per la Diocesi da lunedì 18 maggio riprende la celebrazione con il popolo: tutte le disposizioni diocesane

Di seguito il decreto firmato dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, martedì 12 maggio 2020, prot. SV. 278/2020


Visto il Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana, esaminato e approvato il 6 maggio 2020 dal Comitato Tecnico-scientifico e sottoscritto il 7 maggio 2020 dal Presidente della CEI card. Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese,

per tutte le chiese parrocchiali e non parrocchiali nel territorio della Diocesi di Padova,

dispongo quanto segue

 

I. Indicazioni generali

  1. La data prevista per la ripresa delle celebrazioni con il popolo è lunedì 18 maggio, giorno dal quale è possibile celebrare la Messa feriale con il popolo.
  2. La prima domenica utile per celebrare la Messa con il popolo sarà il 24 maggio (a partire dalla messa vespertina della vigilia, il 23 maggio), solennità dell’Ascensione del Signore.
  3. La ripresa delle celebrazioni sia preparata con cura e con il coinvolgimento del Consiglio Pastorale Parrocchiale. La molteplicità di attenzioni pastorali (ripresa dopo tanto tempo dei riti assembleari, qualità della proposta liturgica, evidenziazione di alcuni ministeri) e organizzativa (individuazione e formazione di volontari accoglienti, gentili e bendisposti) sia accompagnata da Organismi e operatori pastorali e accolta come opportunità di crescita comunitaria.
  4. Come segno di festa per la ripresa delle celebrazioni con il popolo, alle ore 16 di sabato 23 si suonino le campane a festa per alcuni minuti in tutte le chiese della Diocesi.
  5. All’inizio di tutte le Messe della solennità dell’Ascensione del Signore venga letto il breve messaggio inviato dal Vescovo Claudio alla Diocesi.
  6. Durante tutte le Messe di questa solennità si propone di recuperare il segno del suono di campane e campanelle al momento dell’intonazione del canto del Gloria, per richiamare la Veglia pasquale cui i fedeli non hanno potuto prendere parte.
  7. Le comunità religiose femminili possono riprendere la celebrazione della Messa nelle loro chiese. I presbiteri celebranti nelle case religiose sono tenuti al rispetto rigoroso di tutte le disposizioni del presente decreto, con riguardo particolare alle «attenzioni da osservare durante la celebrazione» (cfr. paragrafo V).
  8. Per la delicatezza della situazione sanitaria e pastorale e per l’impossibilità di utilizzare ambienti diversi dalla chiesa principale, non sono possibili celebrazioni della Messa riservate a gruppi, movimenti e associazioni. Tutti sono invitati a convergere nelle Messe comunitarie già previste nelle parrocchie e nelle chiese non parrocchiali delle comunità religiose.

 

II. Riguardo all’organizzazione dell’accesso ai luoghi di culto  in occasione di celebrazioni liturgiche

  1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
  2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il parroco o il rettore della chiesa (in quanto legale rappresentante) individui la capienza massima della stessa, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
  3. Il parroco o il rettore provveda a predisporre visibilmente i posti occupabili nelle varie parti della chiesa. A tale proposito, in nota si suggeriscono alcuni criteri di calcolo della capienza e di organizzazione dei posti per i fedeli, tenendo conto che sono tre gli elementi da considerare: i corridoi per il fluire delle persone[1]; i posti sui banchi[2]; i posti negli spazi liberi dai banchi, utilizzabili eventualmente aggiungendo sedie[3].
  4. Le persone che abitano insieme rispettino ugualmente le norme di distanziamento fisico, fatta eccezione per i bambini, che possono stare accanto ad uno dei genitori; oppure vengano riservati dei banchi per le famiglie con bambini in una zona della chiesa, assicurandosi però che sia rispettata la distanza tra una famiglia e l’altra.
  5. L’ingresso in chiesa deve essere contingentato e regolato. Tale compito sia svolto da persone della comunità cristiana che – indossando mascherina, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’entrata e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Ogni parrocchia individui le persone cui affidare questo compito, istruendole adeguatamente sulle procedure adottate. Possono essere coinvolti anche volontari delle diverse associazioni operanti in parrocchia o vicine ad essa (ad esempio il Noi Associazione, che ha dato la disponibilità a svolgere tale servizio).
  6. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno ad 1,5 metri, si distinguano gli ingressi riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita[4].
  7. Le porte siano tenute stabilmente aperte per il ricambio dell’aria e anche per evitare che vengano toccate maniglie e porte.
  8. Per quanto possibile, si favorisca l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
  9. Laddove il numero dei fedeli attesi superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si considerino alcune ipotesi:
    1. la possibilità di seguire la celebrazione anche dal sagrato della chiesa, sempre nel rispetto del distanziamento fisico di 1 metro frontale e laterale;
    2. la possibilità di seguire la celebrazione da altri ambienti attigui (adeguatamente spaziosi e nei quali prevedere comunque la capienza massima e il distanziamento fisico), mediante trasmissione audio e video dalla chiesa e distribuendo la Comunione anche alle persone lì radunate;
    3. la possibilità di svolgere per tutti la celebrazione all’aperto o, se ci fosse, in un ambiente più grande della chiesa, assicurando la dignità liturgica e il rispetto della normativa sanitaria;
    4. la possibilità di partecipare anche alle Messe feriali[5];
    5. laddove lo si ritenga possibile e opportuno, è possibile organizzare modalità di prenotazione della presenza alle diverse celebrazioni, secondo il numero massimo previsto per ogni chiesa;
    6. da ultimo, si potrebbe anche incrementare il numero delle Messe festive: scelta da farsi, tuttavia, con estrema prudenza e da limitare al periodo di validità delle presenti restrizioni.
  10. Le Messe feriali vengano esclusivamente celebrate nella chiesa grande e non nelle cappelle cosiddette “invernali” o in altri oratori.

 

III. Riguardo alle norme igienico-sanitarie per i partecipanti

  1. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare la mascherina. Le mani vengano igienizzate all’ingresso. A tale scopo agli ingressi della chiesa siano resi disponibili gel igienizzanti.
  2. Mediante apposite comunicazioni (cfr. paragrafo VII) venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C[6]. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Ciascun partecipante è in generale responsabile del rispetto di dette condizioni.

 

IV. Riguardo all’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti[7]

  1. Le chiese, ivi comprese le sacrestie, siano igienizzate regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici e degli elementi di arredo (banchi, panche e sedie in legno non sottoposti a tutela) con idonei detergenti ad azione antisettica.
  2. Al termine di ogni celebrazione i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati. Si eviti di lasciare sui microfoni le coperture di spugna.
  3. Le chiese siano areate al termine di ogni celebrazione.
  4. Laddove ci fosse, non venga attivata l’aria condizionata.
  5. Siano mantenute vuote le acquasantiere della chiesa.

 

V. Riguardo alle attenzioni da osservare durate le celebrazioni delle Sante Messe

  1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento si riduca al minimo la presenza di concelebranti, diaconi, ministri e ministranti, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza sanitaria anche in presbiterio.
  2. I presbiteri e i diaconi utilizzino solo vesti liturgiche di uso personale.
  3. I fedeli assicurino durante tutta la celebrazione il rispetto della distanza sanitaria.
  4. È possibile prevedere la presenza dell’organista e di un cantore per la guida del canto dell’assemblea, ma si ometta il coro.
  5. Per ragioni igienico-sanitarie non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti fogli, sussidi per i canti o testi di altro tipo.
  6. Alla venerazione del Vangelo, dopo la lettura dello stesso, si eviti di toccare con le labbra il Libro.
  7. Non si organizzi nessuna processione offertoriale con i doni.
  8. Le offerte in denaro abitualmente raccolte all’offertorio, segno importante della partecipazione dei fedeli, siano raccolte solo all’uscita della chiesa al termine della Messa, nelle forme più opportune. Il celebrante dia comunicazione di questa modalità.
  9. Durante la celebrazione l’ostia grande va tenuta sulla patena da sola, mentre le ostie per i fedeli siano tenute in una pisside a parte da tenere chiusa fino al momento della distribuzione della comunione. Se ci sono più concelebranti, le ostie per questi siano preparate in un’altra patena già spezzate e siano sempre tenute coperte con la palla, così come il calice. La comunione dei concelebranti si faccia per intinzione.
  10. Si ometta lo scambio del segno di pace.
  11. La distribuzione della Comunione avvenga in questo modo: dopo aver indossato la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca, il celebrante e gli eventuali ministri straordinari[8] cureranno l’igiene delle loro mani[9] e indosseranno guanti monouso[10]; gli stessi –mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.
  12. La fila per ricevere la Comunione sia formata mantenendo la distanza sanitaria e con percorsi prestabiliti a senso unico. Vi sia qualcuno incaricato di favorire il rispetto della distanza e l’ordinato fluire delle persone. Prima della Comunione si ricordino a voce le modalità con cui le persone sono tenute a muoversi nella chiesa per riceverla.
  13. Non è consentito distribuire la Comunione in bocca[11].
  14. I presbiteri avranno cura di igienizzare i vasi sacri al termine di ogni celebrazione.

 

VI. Riguardo alle altre celebrazioni liturgiche e forme devozionali di preghiera

  1. Sono consentite le seguenti celebrazioni diverse da quella Eucaristica: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli Infermi ed Esequie[12].
  2. Le disposizioni del presente decreto, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale, si applicano anche in tali celebrazioni. Nelle unzioni previste durante l’amministrazione del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi guanti monouso, oltre alla mascherina.
  3. Si sconsiglia di celebrare Battesimi per più bambini o durante le Messe di orario, per ovvie ragioni sanitarie e organizzative.
  4. Per quanto concerne l’istruttoria matrimoniale di Matrimoni già fissati e rinviati, si rimanda a quanto indicato in nota[13].
  5. I sacramenti del compimento dell’Iniziazione Cristiana e della Confermazione (precedente ordinamento) sono rinviati fino a nuova indicazione.
  6. Per il Catecumenato degli adulti e dei ragazzi, la Diocesi fornirà le relative indicazioni.
  7. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati che consentano, a loro volta, il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta. Presbitero e penitente indossino sempre la mascherina. Non si utilizzino i confessionali.
  8. L’Adorazione eucaristica è consentita nel rispetto di tutte le norme indicate dal presente decreto (numero di presenze in chiesa, distanziamento fisico, utilizzo di mascherine, pulizia degli ambienti).
  9. Non potendo garantire adeguata sicurezza in tutte le occasioni, in questo tempo non vengano organizzati dalle parrocchie altri momenti di preghiera comunitari, quali: la recita del Rosario, il Fioretto, le Messe del mese di maggio nelle contrade, ecc.

 

VII. Riguardo alla comunicazione adeguata delle presenti indicazioni

  1. Ad ogni ingresso delle chiese siano affissi cartelli con le indicazioni essenziali, ovvero[14]:
    1. il numero massimo di partecipanti ammessi in relazione alla capienza dell’edificio;
    2. il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
    3. l’obbligo di rispettare sempre, nell’accedere alla chiesa, il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire dalla mascherina che copra naso e bocca.
  2. Le stesse indicazioni siano divulgate attraverso i bollettini parrocchiali, i siti parrocchiali e i social utilizzati abitualmente.

VIII. Disposizioni conclusive

  1. Rimane in vigore la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
  2. Sulle modalità di ripresa delle celebrazioni con il popolo, si informino le Autorità locali (in particolare il Sindaco) e con queste si prendano accordi qualora le circostanze lo richiedessero (gestione degli ingressi, uso di spazi pubblici quali pubblica via, piazza comunale, ecc.).
  3. Le indicazioni contenute nel presente Decreto restano in vigore fino a nuove disposizioni, su indicazione della Conferenza Episcopale Italiana e del Governo italiano.

 

Comprendendo le possibili obiezioni ad alcune di queste indicazioni pratiche, invito ugualmente al rispetto scrupoloso di ciascuna di esse,  per la responsabilità che esse comportano nella presente circostanza.

Tale rispetto divenga occasione anche di comunione ecclesiale.

Padova, 12 maggio 2020

+ Claudio Cipolla