2 maggio 2021

Domenica 02 maggio 2021 alle ore 10:00 sui canali di ValdoTV sarà trasmessa

la Santa Messa in diretta da Segusino (TV), celebrata da don Gabriele Benvegnù.

 

V Domenica di Pasqua

Cattura 02 05 2021




Gli auguri del vescovo Claudio

per la Santa Pasqua 2021

Anche quest’anno l’augurio di buona Pasqua è influenzato dalla pandemia, che da oltre un anno ci sta perseguitando riducendo anche la nostra libertà e le nostre relazioni. La pandemia sta indebolendo e mettendo a dura prova soprattutto le persone più deboli e più fragili: gli anziani, gli ammalati, le famiglie con equilibri economici precari, quelle con figli minori… Ma non possiamo dimenticare quanti, e sono molti, stanno subendo o subiranno le pesanti conseguenze economiche e sociali generate dalle prolungate misure di contenimento del virus.

L’augurio è sincero e commosso al pensiero di tanta sofferenza e paura.

In questa condizione però si può cogliere un aspetto che tocca tutte le dimensioni della nostra vita e che penso abbia già contagiato tanti di noi: la nostalgia.

La nostalgia si esprime in tante occasioni. C’è nostalgia di tempi passati, di volti di persone care, di sentimenti ed emozioni forti. È sempre nostalgia di cose belle. La nostalgia riguarda sempre la bellezza. In particolare vorrei riferirmi alla nostalgia per “le cose di Dio”.

La nostalgia di Dio si sperimenta oggi nella fatica di compiere quei gesti che ne rappresentano la vicinanza e la presenza. Non più incontri con la comunità dei credenti, non più celebrazioni, non più tempi liturgici, non più feste di folla.

Augurare a chi mi legge la nostalgia di Dio è una benedizione.

Significa augurare la possibilità di “uno sguardo che va oltre” il nostro quotidiano, le nostre comprensioni umane, materiali, storiche; che va oltre la nostra intelligenza.

Nostalgia di Dio significa ricordo di un cuore aperto all’amore come piena realizzazione della persona, fatto di affetti per le persone più vicine e più care, ma che si esprime anche nelle amicizie, nel buon vicinato, nella fraternità, fino a concretizzarsi in quelle reti sociali che danno vita alle nostre comunità e ci fanno sentire parte di una realtà più grande.

Nostalgia delle cose di Dio significa anche riscoperta di una “vita capace di dare senso” a ciò che facciamo e di trovare il senso della vita, del lavoro, delle emozioni, di quei valori e ideali come la giustizia, la libertà, la dignità dell’uomo, per i quali sempre abbiamo lottato e che ci hanno permesso di crescere come società. Ritornare al senso della nostra vita significa ritrovare anche coraggio e forza per affrontare le fatiche e giustificare il nostro impegno di uomini e donne.

Auguro, soprattutto alle comunità dei cristiani, il ritorno alla semplicità della fede del Vangelo, a ciò che è essenziale, a chi sostiene la vita delle persone anche quando devono attraversare momenti difficili. Questo tempo, così particolare e faticoso, ci porta a scoprire ciò che è davvero essenziale, vitale e che nessuno e niente può toglierci; ciò che ci rende uomini e donne capaci di trasmettere il proprio patrimonio spirituale ai nostri figli e di introdurre alla vita i nostri giovani: la speranza. Una vita mossa dalla speranza è attratta da un domani che si prospetta migliore e che si attende con fiducia, sapendo di poterlo costruire insieme, grazie alle capacità che ci sono date, alla nostra intelligenza, alla buona volontà.

Questa fiducia nel futuro, questo desiderio di rendere il mondo migliore ha una sua ricaduta e un segno evidente anche sulla natalità. Auguro oggi più che mai di riscoprire, nella nostra città e nel nostro mondo, la bellezza della paternità e della maternità. È il segno che abbiamo fiducia nel futuro, che ci fidiamo degli altri, della famiglia e dei vicini di casa, delle comunità territoriali, dello Stato.

Se ci saranno bambini nelle nostre case e nelle nostre piazze, noi saremo più semplici e ci sintonizzeremo con le loro esigenze di dolcezza e di amore. I bambini ci salveranno dalla stanchezza e dal “non senso”. La nostra fatica avrà un perché! Ci aiuteranno a vivere nella gioia.

La Pasqua è la vittoria del bello e del buono! È vittoria della giustizia, della vita, della speranza. Pasqua è vittoria dell’uomo!

La vittoria del bene per noi cristiani è stata realizzata pienamente in Gesù: per questo noi cristiani ci diamo appuntamento solenne per celebrare la vittoria di Gesù sulla morte.

Questo annuncio, custodito da 2000 anni dalle comunità cristiane, ci offre speranza. Anche nella pandemia 2021.

Buona pasqua!

+ Claudio Cipolla, Vescovo di Padova

Indicazioni per la Settimana Santa

e il Triduo pasquale

Il vicario generale, mons. Giuliano Zatti, offre ai parroci alcune indicazioni e aggiornamenti in vista della Settimana Santa e del Triduo pasquale.

  • È importante recuperare la partecipazione «in presenza» alle celebrazioni liturgiche nel rispetto di quanto sempre ricordato a proposito di spostamenti sul territorio e di misure precauzionali. Abbiamo bisogno di “dare corpo” alla preghiera e sostenere la partecipazione alle celebrazioni, pur conoscendo i timori di molti: per questo motivo ricordiamo che l’uso dei social dovrebbe essere favorito solo dove strettamente necessario o realmente utile. Vi sono parrocchie da tempo dotate di strumentazione per esigenze legate agli anziani o agli ammalati, ad esempio, ma l’uso dei social non può e non deve sostituire la partecipazione alle celebrazioni.

 

  • Alcune celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal Vescovo saranno trasmesse sulle televisioni locali a vantaggio dei fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa e come segno di unità della Chiesa locale. Le celebrazioni saranno visibili su Telenuovo Padova (canale 117) e Telenuovo (canale 11)  Tv 7 News ( canale 87 per il Veneto) e Tv 7 Triveneta (canale 12)  con il seguente calendario:

Domenica delle Palme – 28 marzo: ore 10.30, duomo di Candiana (canali del digitale terrestre 11, 12, 87)

Giovedì della Settimana Santa – 1 aprile: Messa del Crisma, ore 10, Cattedrale di Padova (canale you tube della Diocesi di Padova).

Giovedì Santo – 1 aprile: Messa In Cena Domini, ore 15.45, Opera della Provvidenza (canali del digitale terrestre 11, 87)

Venerdì Santo – 2 aprile: Celebrazione della passione del Signore: ore 15, chiesa dell’Ospedale di Padova (canali del digitale terrestre 11, 87)

Sabato Santo, Veglia pasquale – 3 aprile, ore 19, Cattedrale di Padova (canali del digitale terrestre 87)

Domenica di Pasqua – 4 aprile: Messa del giorno, ore 10.15, Madonna Pellegrina in Padova (canali del digitale terrestre 11, 12, 87)

  • Settimana Santa e del Triduo pasquale:
  1. Per la Domenica delle Palme: Passione del Signore, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano (p. 123) e senza, quindi, la consueta processione. È opportuno che i fedeli occupino già i posti in chiesa e che celebrante e ministri stiano presso la porta della chiesa, evitando assembramenti dei fedeli. I rami di ulivo o di palma, ad uso dei ministri e dei fedeli, andrebbero portati con sé da casa o distribuiti secondo ormai sperimentati criteri di prudenza. Si può utilizzare anche la terza forma del Messale Romano che commemora in forma semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme (p. 123).
  2. Restano possibili le Quarantore, lasciate all’adorazione e alla preghiera individuale. Sono abolite le processioni.
  3. La Messa del Crisma sarà celebrata come di consuetudine il Giovedì della Settimana Santa in Cattedrale alle ore 10, ma non sarà possibile la convocazioni di tutti.  Per questo motivo potranno partecipare quanti saranno raggiunti da un invito personale, nello specifico: tutti i vicari foranei, i parroci della città di Padova, il Capitolo della Cattedrale, gli educatori del Seminario maggiore, le classi degli ultimi cinque anni di ordinazione, alcuni rappresentanti dei consacrati e delle consacrate, i catecumeni, la presidenza del Consiglio pastorale diocesano, i delegati vicariali dei vicariati della città. La tradizionale offerta di carità, normalmente raccolta nel corso della Messa del Crisma, sarà devoluta ai profughi della rotta balcanica. Per chi volesse contribuire da casa, i versamenti potranno essere fatti anche attraverso bonifico bancario (intestato a Caritas – Diocesi di Padova) presso Banca Etica filiale di Padova – IBAN: IT58 H050 1812 1010 0001 1004 009, Causale: Rotta balcanica. 
  4. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della Cena del Signore sia omessa la lavanda dei piedi, come da indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Al termine della celebrazione, e come previsto dal rito, il Santissimo Sacramento sarà portato nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme sanitarie e dell’eventuale coprifuoco. Alla processione è bene che prendano parte il celebrante e i ministri, mentre i fedeli resteranno fermi al loro posto.
  5. Il Venerdì Santo, riprendendo l’indicazione del Messale Romano, il vescovo chiede che, in ragione della pandemia, si sostituisca la Xa Orazione della Preghiera universale con le seguenti parole:

Per quanti sono nella prova

Preghiamo, fratelli e sorelle, Dio Padre onnipotente,

perché purifichi il mondo dagli errori,

lo liberi dalle sofferenze del tempo presente:

allontani le malattie, vinca la fame,

renda la libertà ai prigionieri, spezzi le catene,

conceda la sicurezza a chi viaggia,

il ritorno ai lontani da casa,

la salute agli ammalati

allontani la pandemia che opprime il mondo intero,

doni forza e sostegno agli operatori sanitari,

speranza e conforto alle famiglie, e agli smarriti di cuore,

la salvezza eterna a coloro che sono morti. Preghiera in silenzio; poi il presbitero dice:

Dio onnipotente ed eterno,

consolazione degli afflitti,

sostegno dei sofferenti,

ascolta il grido di coloro che sono nella prova,

salvaci dalle angustie presenti

perché tutti nelle loro necessità

sperimentino la gioia di aver trovato

il soccorso della tua misericordia.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

Per l’atto di adorazione della Santa Croce, come anche previsto dal Messale, i fedeli possono avanzare processionalmente facendo riverenza alla croce con una semplice genuflessione o un inchino profondo, ma non baciando la croce: il bacio è consentito al solo presidente della celebrazione. Si tenga presente, quanto detto al n. 19 del Messale (p. 157): se si vedesse imprudente la processione di adorazione, a causa di grande partecipazione, il celebrante, dopo aver adorato la croce personalmente, si pone davanti all’altare e invita l’assemblea all’adorazione della croce, tenendola elevata perché possa essere contemplata in silenzio dai fedeli.

  1. La Veglia pasquale, secondo le indicazioni della CEI, potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco. Si presti attenzione al rito del lucernario e alle modalità con cui i partecipanti si radunano attorno al fuoco. Si faccia attenzione anche alla processione di entrata: dietro al cero pasquale e ai ministri, l’assemblea potrebbe disporsi su due file ordinate, mantenendo l’ordine anche quando si hanno le diverse accensioni delle candele. Se si celebrano i sacramenti dell’Iniziazione cristiana, durante la liturgia battesimale si rechino al fonte solo i battezzandi (con i genitori, se bambini), i padrini, le madrine e i ministri.
  2. Le presenti indicazioni sono estese a santuari, monasteri e comunità religiose.
  3. Si ricorda che il Vescovo ha concesso l’utilizzo del Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione generale per i giorni dal 22 al 31 marzo, alle condizioni precedentemente indicate. Resta sempre possibile e auspicabile celebrare il sacramento nella forma individuale, nel pieno rispetto delle misure igienico-sanitarie e di distanziamento.
  4. Sono sospese le visite ai malati dei ministri straordinari della comunioneI presbiteri potranno rendersi disponibili in caso di situazioni particolari e laddove richiesti per la confessione, l’unzione e il viatico con le modalità di precauzione più volte ricordate. Per portare la comunione ai malati che da lungo tempo non possono frequentare la chiesa, i parroci, valutandone l’opportunità, possono affidare questo compito a un parente fidato, conosciuto e che viva assieme al malato.
  5. Per quanto riguarda gli spostamenti, i criteri degli spostamenti e la modulistica, si rimanda alla comunicazione del 13 marzo scorso.




Disposizioni per zona rossa

15 marzo – 6 aprile 2021

Nota del vicario generale 

Nel momento in cui la presente Nota viene preparata, non sono ancora disponibili i testi ufficiali del Ministero della Salute e della Regione Veneto. In ogni caso, il Veneto viene inserito nelle «aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto», le cosiddette “zone rosse”, a partire dal lunedì 15 marzo e fino al 6 aprile prossimo.

A partire da questo fatto, sono consentite le celebrazioni dell’Eucaristia nella più stretta osservanza delle indicazioni tante volte ricordate. Sono consentite le celebrazioni del Compimento dei sacramenti (Cresima ed Eucaristia). Vista la particolare situazione, è bene che il parroco faccia discernimento con la comunità cristiana (specialmente con il Consiglio pastorale o i catechisti) circa l’opportunità di celebrare i sacramenti programmati o se rinviarli ad altro periodo, soprattutto se si trattasse di numeri consistenti. Venga comunque data a ciascuna famiglia la possibilità di celebrare il sacramento in un altro momento.

Sono sospese le attività pastorali che comportino incontri «in presenza» (catechesi, preparazione ai sacramenti, organismi di comunione, gruppi formativi, incontri del clero).[1] Qualora lo si ritenga opportuno e utile, per la formazione si potranno usare soltanto modalità «in remoto», sussidi per la preghiera e la catechesi in famiglia, oppure la partecipazione alla messa feriale (anche per quanti si preparano al Compimento dei sacramenti).

Sono sospesi il pio esercizio della Via Crucis e del rosario comunitario, suggerendo si facciano in forma individuale. Restano possibili le Quarantore, se lasciate alla preghiera individuale, senza processioni o altre modalità di convocazione.

Qualora previsto in parrocchia e col consenso dell’Ordinario, è consentito il Rito della riconciliazione con confessione e assoluzione generale.

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi dovranno essere sempre accompagnati dall’autocertificazione:[2]

  • I presbiteri e i diaconi, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia negli spostamenti legati al loro Ministero, potranno esibire l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale «comprovate esigenze lavorative».
  • I fedeli, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la loro abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale «situazione di necessità». È necessario che i fedeli si rechino solo in una chiesa nelle vicinanze della propria abitazione o nella stessa unità pastorale o almeno nel proprio comune. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020, confermata da quella del 6 marzo 2021, ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione «dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini». Si scoraggino, pertanto, e non si giustifichino gli spostamenti per le celebrazioni che non rispondono a questo criterio e fossero invece dovuti a considerazioni e gusti personali.
  • I genitori di catecumeni, comunicandi o cresimandi, nonché i nubendi se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la loro abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale «situazione di necessità».
  • I padrini o le madrine di Battesimo o di Cresima così come i testimoni di un matrimonio possono raggiungere il luogo della celebrazione se abitano all’interno della Regione Veneto.[3] Se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale «situazione di necessità».
  • Quanti svolgono un servizio gratuito all’attività istituzionale della parrocchia (organisti, coristi, sacristi, segretari, operatori Caritas, liturgia …), se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nel tragitto tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autocertificazione in cui si dichiara nella causale l’espletamento del servizio di volontariato in Parrocchia.
  • I dipendenti dell’attività istituzionale delle parrocchie (come organisti, sacristi o segretari) possono raggiungere il luogo di lavoro indicando nella causale dell’autodichiarazione le «comprovate esigenze lavorative».[4]

Sono sospese le visite ai malati dei Ministri straordinari della ComunioneI presbiteri potranno rendersi disponibili in caso di situazioni gravi e laddove richiesti per la Confessione, l’Unzione e il Viatico con le modalità di precauzione più volte ricordate. Per portare la Comunione ai malati che da lungo tempo non possono frequentare la chiesa, i parroci, valutandone l’opportunità, possono affidare questo compito a un parente fidato, conosciuto e che viva assieme al malato.

In merito ai funerali, una FAQ pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri precisa che «la partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto, sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19».

Gli Uffici di Curia, i Vicari episcopali e i Direttori di Ufficio sono raggiungibili soltanto su appuntamento.

Per altre informazioni relative alla Settimana Santa, saranno date ulteriori notizie in considerazione del mutare delle circostanze e delle disposizioni nazionali.

[1] Saranno on line anche il Consiglio presbiterale e l’incontro dei Vicari foranei previsti da calendario i giorni 18 e 24 marzo.

[2] L’art. 40 del DPCM 2 marzo 2021 vieta gli spostamenti in entrata, in uscita e all’interno delle “zone rosse” se non giustificati da specifiche motivazioni, tra cui le comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che «le limitazioni alla mobilità non si riflettono sull’esercizio di attività consentite in base ad altre disposizioni del provvedimento e non espressamente oggetto di restrizioni in forza di specifiche disposizioni contenute nell’art. 3». Le FAQ del Governo sulla zona rossa precisano che «Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità». Il Capo V del DPCM 2 marzo 2021 non vieta le celebrazioni e precisa all’art. 39 che per quanto non disposto diversamente trova applicazione quanto stabilito dal Capo III dello stesso DPCM.

[3] Qualora sorgessero particolari difficoltà in merito ai confini regionali, si contatti l’Ufficio per la liturgia.

[4] Il Codice ATECO dell’attività istituzionale delle Parrocchie è 94.91 ed esso non è compreso tra le attività vietate in zona rossa dal DPCM del 2 marzo 2021.



Il vescovo Claudio annuncia alla Chiesa di Padova la scelta di un Sinodo diocesano

 

CORSO BIBLICO

 

 

Coronavirus: comportamenti responsabili e discernimento concreto e puntuale

aggiornamento di giovedì 5 novembre 2020

La situazione sanitaria sta evolvendosi, ma sono ancora possibili le celebrazioni, l’esercizio del culto e le proposte formative.

Innanzitutto, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 novembre scorso precisa meglio i DPCM precedenti: «L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico» (Articolo 1.9.p/q).

Per le celebrazioni, come ormai capita da tempo, continuiamo quindi ad attenerci alle indicazioni del decreto vescovile del 19 maggio (Prot. SV 279/2020), con le deroghe del CTS arrivate nel corso dell’estate (in merito ai guanti, agli sposi, ai sacramenti, ai cori, ai congiunti e alla capienza delle chiese). Ci sia il massimo rigore nel rispettare le ormai note indicazioni liturgiche (riportate nella Nota del 20 ottobre scorso, Prot. 1760/2020), a favore del bene della salute di cui siamo responsabili.

In secondo luogo i comportamenti e le scelte di questo momento domandano un discernimento concreto e puntuale che non può essere uguale per tutti. Per quanto riguarda, ad esempio, la celebrazione dei sacramenti, occorre che i parroci, gli operatori pastorali e gli organismi pianifichino responsabilmente le loro proposte in base alle situazioni specifiche (esigenze legittime, spazi, numeri, circostanze, situazione sanitaria locale). Qualora si ritenga opportuno procedere con le celebrazioni, lo si faccia con le dovute attenzioni previste dalla normativa; qualora si ritenga opportuno sospenderle, la decisione sia condivisa con tutti gli interessati. Si possono anche celebrare i sacramenti con le famiglie favorevoli a farlo, prevedendo una data futura per quelle che invece sono più a disagio e portano validi motivi. In ogni caso e per quanto possibile, le decisioni non siano tassative e lascino spazio alla decisione personale. A margine di questi discorsi, ricordo che il DPCM annota: «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose» (Articolo 1.9.n).

Per quanto riguarda gli appuntamenti della catechesi, si osservino criteri analoghi a quelli proposti sopra e si tenga in considerazione l’allegato 8 al nuovo DCPM come migliore riferimento per le attività di Iniziazione cristiana e formazione in presenza. Riguardo, invece, alla formazione degli adulti e di altri gruppi, ricordiamo la possibilità degli strumenti social, così come l’eventuale articolazione di questi con gli incontri in presenza. Per gli appuntamenti serali, si ricordi che «Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute» (Articolo 1.3).

Le comunità cristiane siamo chiamate a porre gesti positivi e responsabili allo stesso tempo, ben immaginando che la convivenza con la pandemia non si risolverà a breve. Affidiamo questo tempo, il nostro cammino e le decisioni da prendere all’intercessione di Tutti i Santi della Chiesa di Padova che oggi la liturgia ci invita a celebrare.

 

Comunicazione del vicario generale ai parroci, giovedì 5 novembre 2020



 

Emergenza Covid 19: aggiornamento per solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei defunti

aggiornamento al 27 ottobre 2020

In merito alle prossime Solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti, le celebrazioni nei cimiteri sono ammesse solo nel rispetto delle regole di distanziamento e delle norme igienico-sanitarie. Tenendo conto che le aree cimiteriali sono di competenza comunale e in considerazione del rischio di assembramenti i parroci sono invitati a prendere contatto con i Sindaci al fine di valutare l’opportunità di organizzare o sospendere le celebrazioni in cimitero.

Sono comunque proibite le processioni, mentre un eventuale movimento all’interno del cimitero per la benedizione delle tombe è riservato ai soli ministri.

Il Vescovo Claudio celebrerà l’Eucarestia il 2 novembre nel Cimitero maggiore di Padova, alle ore 15, ricordando in particolare i morti dovuti alla pandemia tutt’ora in atto e invita le parrocchie a fare altrettanto nel corso della giornata dedicata ai defunti: in questa occasione particolare ci è data la possibilità di annunciare la fede nella Pasqua del Signore Gesù.


 

Indicazioni diocesane a seguito del DPCM del 18 ottobre 2020

aggiornamento del 20 ottobre 2020

Con il presente testo vogliamo riprendere sinteticamente alcune indicazioni che via via sono state fornite nel corso degli ultimi mesi, tenendo anche conto di quanto richiesto dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 13 e 18 ottobre scorso, nella consapevolezza che la fatica e l’imprevedibilità di questi giorni rendono ogni affermazione provvisoria.

In tutti i luoghi parrocchiali si eviti ogni assembramento di persone e si rispettino sempre le norme sanitarie di cui deve essere data informazione mediante appositi cartelli.

In particolare:

a) tutti coloro che vi accedono mantengano sempre la distanza interpersonale di 1 metro; indossino la mascherina; igienizzino le mani all’ingresso.

b) Non è consentito l’accesso ai luoghi in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C; non è consentito l’accesso a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Ciascun partecipante è in generale responsabile del rispetto di dette condizioni.

c) Gli ambienti utilizzati devono essere igienizzati adeguatamente in base all’uso effettivo e si provveda ad una adeguata areazione degli stessi.

1. Le chiese rimangono aperte e vengono celebrate le messe con il concorso di popolo, secondo le indicazioni del Protocollo del Governo del 7 maggio u.s. per la ripresa delle celebrazioni con il popolo, i successivi aggiornamenti estivi e i decreti vescovili.

2. Le cappelle invernali siano usate solo nel rispetto delle misure che consentano il distanziamento e la proporzione tra superficie e numero di persone.

3. Si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria anche durante la stagione invernale, specialmente prima e dopo le celebrazioni. Per gli impianti di riscaldamento è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. Se ciò non fosse possibile è comunque consentito metterli in funzione.[1]

4. La stessa capienza massima delle chiese calcolata per le messe festive e feriali, secondo quanto previsto dai Protocolli, è utilizzabile anche per funerali, matrimoni, cresime, sacramenti della Iniziazione cristiana e ogni altra celebrazione, con l’adozione delle medesime misure.

5. La Liturgia delle Ore, le adorazioni eucaristiche, i rosari si celebrino solo negli stessi spazi e con l’adozione delle stesse misure previste dalle indicazioni per le messe.

6. Circa la celebrazione eucaristica, si osservino le indicazioni dei testi di riferimento già menzionati.

In particolare:

a) I celebranti, alla venerazione del Vangelo, evitino di toccare con le labbra il Libro; tengano sempre coperti il pane e il vino sull’altare; distribuiscano la Comunione soltanto nelle mani dei fedeli, dopo essersi igienizzati le proprie; purifichino adeguatamente i vasi e i calici al termine della celebrazione.

b) Non si organizzi nessuna processione offertoriale con i doni.

c) Si continua a omettere il segno dello scambio di pace.

d) La fila per ricevere la Comunione sia formata mantenendo la distanza sanitaria e con percorsi prestabiliti a senso unico.

e) Riguardo al divieto di lasciare sui banchi e sulle sedie fogli, sussidi per i canti o testi di altro tipo, qualora lo si ritenesse opportuno per favorire la partecipazione dei fedeli, si può preparare un foglio con il testo dei canti e alcuni avvisi a condizione che ciascuno poi lo porti a casa, senza lasciarlo in chiesa.

f) Le acquasantiere continuano a rimanere vuote.

g) I cori possono essere reintrodotti se viene garantita una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e gli altri soggetti presenti.

h) Durante lo svolgimento delle celebrazioni non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, ma che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.

 

7. Circa la celebrazione di alcuni sacramenti, si osservino le indicazioni già ricevute in merito.

In particolare:

a) Per le unzioni di Battesimi, Cresima di adulti e Unzione degli infermi con persona singola è sufficiente che il celebrante si igienizzi le mani (per compiere l’unzione e imporre la mano sul capo). Per le Cresime di più persone (precedente ordinamento e completamento della IC) si usi un batuffolo di cotone (tenuto con pollice e indice, mentre la mano si impone sul capo). Nel Rito battesimale dell’effatà si eviti di toccare gli orecchi e la bocca. In ogni caso, si abbia l’avvertenza di mantenere una opportuna distanza dalle persone interessate e di indossare la mascherina.

b) Nei matrimoni gli sposi non sono tenuti a indossare la mascherina con l’accortezza che colui che raccoglie il consenso (sacerdote o diacono) utilizzi, invece, la mascherina e mantenga una distanza dagli sposi di almeno 1 metro.

c) Il sacramento della Penitenza sia celebrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.

d) Le feste conseguenti alle cerimonie religiose – che solitamente si tengono in ristoranti o sale ricevimento – sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

 

8. È consentita la visita ai malati dei ministri della Comunione adottando le seguenti misure:

a) ciascun Ministro, dotato di mascherina, potrà visitare periodicamente un gruppo ridotto di malati e sempre gli stessi.

b) La stanza dovrà essere arieggiata prima e dopo la visita e vi sarà presente un numero ridotto di persone.

c) La Comunione verrà data, per quanto possibile, sulla mano.

d) Prima e dopo aver comunicato il malato, il Ministro si pulirà accuratamente le mani.

9. Rimane sospesa la visita regolare alle famiglie: si proceda soltanto per quelle famiglie che ne fanno esplicita richiesta.

10. Si raccomanda fortemente di svolgere le riunioni (organismi, équipe, presidenze, comitati di gestione, genitori della IC) in modalità a distanza, In ogni caso, qualora si facessero in presenza[2], si prediligano gli ambienti più grandi (chiesa compresa) e si rispettino tutte le norme già note (distanziamento, igiene delle mani, mascherina, ecc.).

11. Sono vietate le processioni.

12. Sono vietate le sagre parrocchiali.

13. Sono vietati buffet, rinfreschi, momenti conviviali in piedi e feste di qualsiasi genere negli ambienti parrocchiali.

14. I pranzi in parrocchia sono fortemente sconsigliati. In ogni caso siano effettuati solo se somministrati da soggetti professionali, che garantiscano il rispetto rigoroso di tutti i protocolli.

15. Le attività catechistiche e formative (compresi i doposcuola) per ragazzi e adolescenti sono possibili, rispettando le indicazioni contenute nelle Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti, a cura del Dipartimento per le politiche per la famiglia[3]. Si sottolinea come attualmente le indicazioni governative tendano a favorire in ogni modo la possibilità di svolgere le attività formative anche informali e ludiche per i ragazzi e gli adolescenti, cercando di bilanciare il valore della socialità e quello della salute. Si ritiene, inoltre, che le attività parrocchiali per i minori rientrino tra le attività che le norme consentono. A questo proposito, si allega il documento, che contiene tutte le indicazioni da adottare per svolgere in sicurezza le suddette attività. Il medesimo documento regola anche la possibilità di accesso dei minori agli spazi di gioco interni ed esterni, qualora si ritenesse di volerli aprire.

16. Le attività dei bar e circoli parrocchiali sono vincolate alle norme valide per la ristorazione indicate nei DCPM del 13 e 18 ottobre: dopo le 18 non è consentito il servizio in piedi, ma solo al tavolo, con un massimo di 6 persone per tavolo. In ogni caso si faccia riferimento anche alle indicazioni delle rispettive associazioni (NOI, Acli, ecc.) e alle Linee guida per la riprese delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

17. Le attività degli sport di contatto (calcio, calcetto, pallacanestro, pallavolo, ecc.) sono vietate, anche quelle non organizzate, sia al chiuso che all’aperto. È possibile solo l’attività individuale (lo stesso per la danza e la ginnastica). In ogni caso si faccia riferimento alle indicazioni del Ministero dello Sport e delle organizzazioni sportive.

18. In merito alle prossime festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei fedeli defunti le celebrazioni sono ammesse nei cimiteri solo se sussistano le condizioni di sicurezza sanitaria fin qui delineate.


[1] Relativamente agli impianti di riscaldamento non vi sono disposizioni puntuali per quanto riguarda le chiese: il documento cui fare riferimento è quello emanato dall’Istituto Superiore di Sanità a Maggio 2020.  Il documento indica in modo molto chiaro che la circolazione dell’aria in ambienti chiusi può facilitare la veicolazione dei virus e ciò dipende molto dalla velocità di emissione dell’aria e dal sistema di ricircolo. Purtroppo, la maggior parte delle nostre chiese utilizza un sistema di riscaldamento ad aria (immissione diretta in navata a velocità particolarmente elevate) con un sistema di ricircolo dell’aria mediante bocche di aspirazione poste all’interno della chiesa. Considerando che negli impianti delle chiese risulta nella maggior parte dei casi difficile se non impossibile ridurre la velocità di emissione dell’aria e probabilmente, per dimensioni ed altezze, difficilmente vengono igienizzate e sanificate le componenti tecniche (bocche di emissione, eventuali filtri, canali di condotta, ecc.) un atteggiamento prudenziale farebbe propendere per il non utilizzo di tali impianti o per un utilizzo dopo verifiche puntuali sulla velocità dell’aria in emissione, sulla possibilità di evitare il ricircolo, sulla situazione dei filtri, ecc. e su una programmata attività di sanificazione/igienizzazione delle componenti tecniche sicuramente costose.

[2] Il DCPM del 18 ottobre non vieta tassativamente le riunioni in presenza, ma «raccomanda fortemente» di svolgerle a distanza.

[3] Il documento è allegato al DCPM del 18 ottobre e anche al presente testo.

 

Fase 3. Gli aggiornamenti delle disposizioni diocesane

Operative dal 15 giugno (salvo diversa indicazione)

A seguito della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DCPM) dell’11 giugno 2020 e dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto (OPGR) n° 59 del 13 giugno 2020, si danno alcuni

Aggiornamenti al Decreto del Vescovo (prot. SV 279/2020) del 19 maggio 2020.

  1. Al momento restano in vigore tutte le prescrizioni riguardanti le celebrazioni eucaristiche[1]. La CEI ha informato il Vescovo che è in atto una interlocuzione con il Ministero degli Interni per apportare alcune modifiche a dette prescrizioni (uso dei guanti, numero massimo di 200 per le chiese di maggiore capienza, mascherine nei matrimoni). Fino a nuove indicazioni è necessario attenersi alle norme in vigore, anche per non incorrere in problemi di responsabilità qualora si verificassero casi di contagio nelle chiese.
  2. È possibile visitare gli ammalati e portare loro la Comunione osservando le misure di protezione e sempre rispettando le situazioni specifiche. Potrebbe essere cosa opportuna informare comunque preventivamente i famigliari o chi assiste gli anziani stessi.
  3. È possibile svolgere nelle chiese parrocchiali altre celebrazioni, quali il rosario, l’adorazione comunitaria, ecc., nel rigoroso rispetto delle norme valide per le celebrazioni eucaristiche[2].
  4. Per lo svolgimento delle processioni è necessario concordare le modalità con le autorità civili (Sindaco) e fare riferimento alla nota del Ministero degli Interni allegata.
  5. Per quanto riguarda i bar gestiti dai circoli (NOI e ACLI) ci si attenga costantemente alle informazioni delle medesime associazioni di riferimento, le quali stanno dando indicazioni per la graduale riapertura (anche in concomitanza delle messe domenicali)
  6. È consentito il gioco libero dei minori nelle aree giochi sia negli ambienti interni sia negli spazi aperti dei centri parrocchiali, nel rispetto delle linee guida regionali[3] e delle linee guida governative[4]. I minori debbono comunque essere sotto la sorveglianza di adulti, i quali, nel caso non si tratti di attività organizzate dalla parrocchia, sono responsabili della vigilanza. In tal caso alla parrocchia spetta unicamente di affiggere negli ambienti tutte le informazioni sulle norme sanitarie da rispettare e di provvedere alla igienizzazione degli ambienti e delle superfici più toccate.
  7. È possibile organizzare campiscuola residenziali, nel rispetto delle linee guida regionali[5].
  8. Dal 15 giugno è possibile tenere riunioni aperte al pubblico, nel rispetto delle norme diocesane[6] e delle normative nazionali e regionali[7].
  9. Dal 15 giugno è possibile aprire i cinema parrocchiali e le attività di teatro nel rispetto delle normative nazionali e delle linee guida regionali[8].
  10. Dal 19 giugno è possibile organizzare sagre e feste, nel rispetto delle linee guida regionali[9].

Per tutto il resto rimangono valide le disposizioni del Decreto del Vescovo del 19 maggio 2020.

mons. Giuliano Zatti,

vicario generale

 

Ripresa delle messe con il popolo: il decreto del vescovo per la Diocesi da lunedì 18 maggio riprende la celebrazione con il popolo: tutte le disposizioni diocesane

Di seguito il decreto firmato dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, martedì 12 maggio 2020, prot. SV. 278/2020


Visto il Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo, predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana, esaminato e approvato il 6 maggio 2020 dal Comitato Tecnico-scientifico e sottoscritto il 7 maggio 2020 dal Presidente della CEI card. Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese,

per tutte le chiese parrocchiali e non parrocchiali nel territorio della Diocesi di Padova,

dispongo quanto segue

 

I. Indicazioni generali

  1. La data prevista per la ripresa delle celebrazioni con il popolo è lunedì 18 maggio, giorno dal quale è possibile celebrare la Messa feriale con il popolo.
  2. La prima domenica utile per celebrare la Messa con il popolo sarà il 24 maggio (a partire dalla messa vespertina della vigilia, il 23 maggio), solennità dell’Ascensione del Signore.
  3. La ripresa delle celebrazioni sia preparata con cura e con il coinvolgimento del Consiglio Pastorale Parrocchiale. La molteplicità di attenzioni pastorali (ripresa dopo tanto tempo dei riti assembleari, qualità della proposta liturgica, evidenziazione di alcuni ministeri) e organizzativa (individuazione e formazione di volontari accoglienti, gentili e bendisposti) sia accompagnata da Organismi e operatori pastorali e accolta come opportunità di crescita comunitaria.
  4. Come segno di festa per la ripresa delle celebrazioni con il popolo, alle ore 16 di sabato 23 si suonino le campane a festa per alcuni minuti in tutte le chiese della Diocesi.
  5. All’inizio di tutte le Messe della solennità dell’Ascensione del Signore venga letto il breve messaggio inviato dal Vescovo Claudio alla Diocesi.
  6. Durante tutte le Messe di questa solennità si propone di recuperare il segno del suono di campane e campanelle al momento dell’intonazione del canto del Gloria, per richiamare la Veglia pasquale cui i fedeli non hanno potuto prendere parte.
  7. Le comunità religiose femminili possono riprendere la celebrazione della Messa nelle loro chiese. I presbiteri celebranti nelle case religiose sono tenuti al rispetto rigoroso di tutte le disposizioni del presente decreto, con riguardo particolare alle «attenzioni da osservare durante la celebrazione» (cfr. paragrafo V).
  8. Per la delicatezza della situazione sanitaria e pastorale e per l’impossibilità di utilizzare ambienti diversi dalla chiesa principale, non sono possibili celebrazioni della Messa riservate a gruppi, movimenti e associazioni. Tutti sono invitati a convergere nelle Messe comunitarie già previste nelle parrocchie e nelle chiese non parrocchiali delle comunità religiose.

 

II. Riguardo all’organizzazione dell’accesso ai luoghi di culto  in occasione di celebrazioni liturgiche

  1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
  2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il parroco o il rettore della chiesa (in quanto legale rappresentante) individui la capienza massima della stessa, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
  3. Il parroco o il rettore provveda a predisporre visibilmente i posti occupabili nelle varie parti della chiesa. A tale proposito, in nota si suggeriscono alcuni criteri di calcolo della capienza e di organizzazione dei posti per i fedeli, tenendo conto che sono tre gli elementi da considerare: i corridoi per il fluire delle persone[1]; i posti sui banchi[2]; i posti negli spazi liberi dai banchi, utilizzabili eventualmente aggiungendo sedie[3].
  4. Le persone che abitano insieme rispettino ugualmente le norme di distanziamento fisico, fatta eccezione per i bambini, che possono stare accanto ad uno dei genitori; oppure vengano riservati dei banchi per le famiglie con bambini in una zona della chiesa, assicurandosi però che sia rispettata la distanza tra una famiglia e l’altra.
  5. L’ingresso in chiesa deve essere contingentato e regolato. Tale compito sia svolto da persone della comunità cristiana che – indossando mascherina, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’entrata e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Ogni parrocchia individui le persone cui affidare questo compito, istruendole adeguatamente sulle procedure adottate. Possono essere coinvolti anche volontari delle diverse associazioni operanti in parrocchia o vicine ad essa (ad esempio il Noi Associazione, che ha dato la disponibilità a svolgere tale servizio).
  6. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno ad 1,5 metri, si distinguano gli ingressi riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita[4].
  7. Le porte siano tenute stabilmente aperte per il ricambio dell’aria e anche per evitare che vengano toccate maniglie e porte.
  8. Per quanto possibile, si favorisca l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
  9. Laddove il numero dei fedeli attesi superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si considerino alcune ipotesi:
    1. la possibilità di seguire la celebrazione anche dal sagrato della chiesa, sempre nel rispetto del distanziamento fisico di 1 metro frontale e laterale;
    2. la possibilità di seguire la celebrazione da altri ambienti attigui (adeguatamente spaziosi e nei quali prevedere comunque la capienza massima e il distanziamento fisico), mediante trasmissione audio e video dalla chiesa e distribuendo la Comunione anche alle persone lì radunate;
    3. la possibilità di svolgere per tutti la celebrazione all’aperto o, se ci fosse, in un ambiente più grande della chiesa, assicurando la dignità liturgica e il rispetto della normativa sanitaria;
    4. la possibilità di partecipare anche alle Messe feriali[5];
    5. laddove lo si ritenga possibile e opportuno, è possibile organizzare modalità di prenotazione della presenza alle diverse celebrazioni, secondo il numero massimo previsto per ogni chiesa;
    6. da ultimo, si potrebbe anche incrementare il numero delle Messe festive: scelta da farsi, tuttavia, con estrema prudenza e da limitare al periodo di validità delle presenti restrizioni.
  10. Le Messe feriali vengano esclusivamente celebrate nella chiesa grande e non nelle cappelle cosiddette “invernali” o in altri oratori.

 

III. Riguardo alle norme igienico-sanitarie per i partecipanti

  1. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare la mascherina. Le mani vengano igienizzate all’ingresso. A tale scopo agli ingressi della chiesa siano resi disponibili gel igienizzanti.
  2. Mediante apposite comunicazioni (cfr. paragrafo VII) venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C[6]. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Ciascun partecipante è in generale responsabile del rispetto di dette condizioni.

 

IV. Riguardo all’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti[7]

  1. Le chiese, ivi comprese le sacrestie, siano igienizzate regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici e degli elementi di arredo (banchi, panche e sedie in legno non sottoposti a tutela) con idonei detergenti ad azione antisettica.
  2. Al termine di ogni celebrazione i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati. Si eviti di lasciare sui microfoni le coperture di spugna.
  3. Le chiese siano areate al termine di ogni celebrazione.
  4. Laddove ci fosse, non venga attivata l’aria condizionata.
  5. Siano mantenute vuote le acquasantiere della chiesa.

 

V. Riguardo alle attenzioni da osservare durate le celebrazioni delle Sante Messe

  1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento si riduca al minimo la presenza di concelebranti, diaconi, ministri e ministranti, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza sanitaria anche in presbiterio.
  2. I presbiteri e i diaconi utilizzino solo vesti liturgiche di uso personale.
  3. I fedeli assicurino durante tutta la celebrazione il rispetto della distanza sanitaria.
  4. È possibile prevedere la presenza dell’organista e di un cantore per la guida del canto dell’assemblea, ma si ometta il coro.
  5. Per ragioni igienico-sanitarie non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti fogli, sussidi per i canti o testi di altro tipo.
  6. Alla venerazione del Vangelo, dopo la lettura dello stesso, si eviti di toccare con le labbra il Libro.
  7. Non si organizzi nessuna processione offertoriale con i doni.
  8. Le offerte in denaro abitualmente raccolte all’offertorio, segno importante della partecipazione dei fedeli, siano raccolte solo all’uscita della chiesa al termine della Messa, nelle forme più opportune. Il celebrante dia comunicazione di questa modalità.
  9. Durante la celebrazione l’ostia grande va tenuta sulla patena da sola, mentre le ostie per i fedeli siano tenute in una pisside a parte da tenere chiusa fino al momento della distribuzione della comunione. Se ci sono più concelebranti, le ostie per questi siano preparate in un’altra patena già spezzate e siano sempre tenute coperte con la palla, così come il calice. La comunione dei concelebranti si faccia per intinzione.
  10. Si ometta lo scambio del segno di pace.
  11. La distribuzione della Comunione avvenga in questo modo: dopo aver indossato la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca, il celebrante e gli eventuali ministri straordinari[8] cureranno l’igiene delle loro mani[9] e indosseranno guanti monouso[10]; gli stessi –mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.
  12. La fila per ricevere la Comunione sia formata mantenendo la distanza sanitaria e con percorsi prestabiliti a senso unico. Vi sia qualcuno incaricato di favorire il rispetto della distanza e l’ordinato fluire delle persone. Prima della Comunione si ricordino a voce le modalità con cui le persone sono tenute a muoversi nella chiesa per riceverla.
  13. Non è consentito distribuire la Comunione in bocca[11].
  14. I presbiteri avranno cura di igienizzare i vasi sacri al termine di ogni celebrazione.

 

VI. Riguardo alle altre celebrazioni liturgiche e forme devozionali di preghiera

  1. Sono consentite le seguenti celebrazioni diverse da quella Eucaristica: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli Infermi ed Esequie[12].
  2. Le disposizioni del presente decreto, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale, si applicano anche in tali celebrazioni. Nelle unzioni previste durante l’amministrazione del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi guanti monouso, oltre alla mascherina.
  3. Si sconsiglia di celebrare Battesimi per più bambini o durante le Messe di orario, per ovvie ragioni sanitarie e organizzative.
  4. Per quanto concerne l’istruttoria matrimoniale di Matrimoni già fissati e rinviati, si rimanda a quanto indicato in nota[13].
  5. I sacramenti del compimento dell’Iniziazione Cristiana e della Confermazione (precedente ordinamento) sono rinviati fino a nuova indicazione.
  6. Per il Catecumenato degli adulti e dei ragazzi, la Diocesi fornirà le relative indicazioni.
  7. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati che consentano, a loro volta, il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta. Presbitero e penitente indossino sempre la mascherina. Non si utilizzino i confessionali.
  8. L’Adorazione eucaristica è consentita nel rispetto di tutte le norme indicate dal presente decreto (numero di presenze in chiesa, distanziamento fisico, utilizzo di mascherine, pulizia degli ambienti).
  9. Non potendo garantire adeguata sicurezza in tutte le occasioni, in questo tempo non vengano organizzati dalle parrocchie altri momenti di preghiera comunitari, quali: la recita del Rosario, il Fioretto, le Messe del mese di maggio nelle contrade, ecc.

 

VII. Riguardo alla comunicazione adeguata delle presenti indicazioni

  1. Ad ogni ingresso delle chiese siano affissi cartelli con le indicazioni essenziali, ovvero[14]:
    1. il numero massimo di partecipanti ammessi in relazione alla capienza dell’edificio;
    2. il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
    3. l’obbligo di rispettare sempre, nell’accedere alla chiesa, il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire dalla mascherina che copra naso e bocca.
  2. Le stesse indicazioni siano divulgate attraverso i bollettini parrocchiali, i siti parrocchiali e i social utilizzati abitualmente.

VIII. Disposizioni conclusive

  1. Rimane in vigore la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
  2. Sulle modalità di ripresa delle celebrazioni con il popolo, si informino le Autorità locali (in particolare il Sindaco) e con queste si prendano accordi qualora le circostanze lo richiedessero (gestione degli ingressi, uso di spazi pubblici quali pubblica via, piazza comunale, ecc.).
  3. Le indicazioni contenute nel presente Decreto restano in vigore fino a nuove disposizioni, su indicazione della Conferenza Episcopale Italiana e del Governo italiano.

 

Comprendendo le possibili obiezioni ad alcune di queste indicazioni pratiche, invito ugualmente al rispetto scrupoloso di ciascuna di esse,  per la responsabilità che esse comportano nella presente circostanza.

Tale rispetto divenga occasione anche di comunione ecclesiale.

Padova, 12 maggio 2020

+ Claudio Cipolla